mercoledì 31 marzo 2021

I sassi gentili di Fermenta

Comunicato da parte dell'associazione Fermenta di Santarcangelo di Romagna https://www.facebook.com/Fermenta-814327825606800:

L’idea non è nuova e non è nostra, gira da mesi, (se non anni), in diverse città italiane ma abbiamo ritenuto fosse così bella da rilanciarla come associazione Fermenta anche a Santarcangelo in questo particolare periodo. Un periodo che tutti stiamo affrontando con fatica, a volte malumore, in alcuni casi in solitudine.

E allora perché non dedicare una mezz’oretta della nostra giornata, magari coinvolgendo i figli, (per chi ne ha), a decorare un sasso con un disegno, una frase, una parola.

Una parola buona che vorremmo ricevere o una parola buona che vorremmo donare a un amico oppure a uno sconosciuto.

Dopo aver realizzato il nostro sasso, durante l’uscita di casa per andare a far spesa o una piccola camminata attorno a casa, potremo posarlo su un muretto, una panchina, un prato o un angolino seminascosto sperando che altri lo trovino e lo colgano con un sorriso.

Prima di lasciare il vostro sasso, o quando ne troverete uno, se vi fa piacere scattate una foto e inviatela a Fermenta, pubblicheremo volentieri tutte foto dei sassi che avranno donato un sorriso a una persona!

Sul retro del sasso scrivete una parola gentile e #Fermenta

Si tratta di un piccolo gesto che speriamo possa addolcire un pochino le nostre giornate e quelle dei bambini e ragazzi, un piccolo gesto per far sorridere chi, abbassando lo sguardo, vedrà un simpatico sasso che attendeva solo di essere trovato.

Cogliamo l’occasione per suggerire alle maestre, i maestri, le educatrici e chiunque abbia contatti con i bambini di provare a suggerire loro di impiegare un pochino del tempo libero che avranno durante le vacanze scolastiche in occasione della Pasqua per dipingere un sasso per un vicino di casa, un amico, un cittadino di Santarcangelo. 

Buon divertimento!

martedì 30 marzo 2021

Scuola c'è una salute fisica e c'è una salute mentale

In queste ore molti genitori e adulti stanno commentando sui social la notizia del rientro a scuola in presenza dopo Pasqua di bambini e ragazzi fino alla prima media compresa anche se in zona rossa. Tanti la descrivono come una buona notizia, io invece provo un misto tra rabbia e delusione. Sia chiaro che son felicissima per i bambini che potranno rientrare ma mio figlio ha quasi 14 anni e resterà a casa davanti a un computer così come tanti altri milioni di ragazzi che da un anno subiscono questa reclusione ingiusta.

Per l’ennesima volta il pensiero dei nostri politici è stato quello economico. Concedono il permesso di far rientrare a scuola in presenza tutti i bambini che i genitori non sanno come gestire. Come è possibile andare al lavoro e allo stesso tempo restare a casa perché i due figli di 4 e 8 anni non possono andare a scuola in presenza? Come è possibile aiutarli nella didattica a distanza e allo stesso tempo andare in ufficio o in fabbrica, fare i turni al supermercato o in ospedale?

Gli altri bambini e ragazzi sono “grandi”, si possono arrangiare. Un ragazzino che frequenta la seconda o terza classe della scuola primaria di primo grado ha 12 o 13 anni e non è scontato che sia in grado di stare a casa da solo a seguire le lezioni a distanza. Ma al di là del fatto che sia in grado di stare solo e arrangiarsi, è giusto lo faccia? È giusto che i ragazzi che frequentano licei, istituti professionali o tecnici siano a casa da quasi un anno e che abbiano potuto varcare la porta della loro scuola solo per brevissimi periodi e a turno?

Leggi la mia lettera integrale qui: https://www.newsrimini.it/2021/03/scuola-ce-una-salute-fisica-e-ce-una-salute-mentale/


Claudia

sabato 13 marzo 2021

Scuola: rassegnazione e gratitudine

Una delle cose della DAD che mi ha fatto più male è stato scoprire che mio figlio è talmente rassegnato alle attuali restrizioni da non aver neppure pensato che aveva diritto a esprimere la sua opinione al riguardo. Scoprire che pensava non fosse giusto lamentarsi con persone esterne alla famiglia o gridare ad alta voce: VOGLIO TORNARE A SCUOLA.

Mi ha fatto male tanto 🙁

E così ho iniziato a insegnargli che non deve gridare all’ingiustizia solo tra le 4 mura di casa perché magari non gli permetto di usare per 6 ore filate Minecraft ma che è giusto e quasi un dovere far sapere al mondo che si sta subendo una grande ingiustizia argomentando per benino (guarda caso a scuola da poco hanno studiato il testo argomentativo).

A mio figlio neppure passava per l'anticamera del cervello di esprimere pubblicamente la sua opinione e quindi ho ritenuto giusto aiutarlo a far arrivare il suo pensiero scritto a un sito che si occupa di notizie del nostro territorio e l'ho invitato a scendere in piazza per una manifestazione pacifica. Insieme abbiamo attaccato il manifesto realizzato insieme al cancello della sua scuola. Abbiamo dovuto parlarne parecchio, lui si vergognava di attaccare al cancello della sua scuola lo striscione con scritto "PER FAVORE FATECI TORNARE A SCUOLA".

Non è una cosa bella a 13 anni (quasi 14) pensare di dover solo obbedire e non avere neppure diritto di parola ed essere convinti non ci sia alternativa.

Non è una bella cosa vedere un figlio rassegnato, arrendevole, spento.

Alla fine questa imposizione di didattica a distanza è una buona occasione per insegnare ai figli a cercare informazioni in rete sui contagi, spiegare loro i numeri e poi insegnare loro a guardarsi attorno e capire quali attività sono aperte e quali chiuse. Insegnare a crearsi una propria opinione sulla situazione e poi capire se è giusto o no. E se lo si trova ingiusto, si può gridarlo con educazione.

Rassegnazione non è l'unica parola di moda in questo periodo a casa nostra, ce n'è un'altra che probabilmente non ha nulla a che fare con chi si sente spento e avvilito ed è gratitudine. Gratitudine e riconoscenza che io provo nei confronti di tutti gli insegnanti delle scuole che con tanta fatica e tanto amore cercano di tenere vivi i loro ragazzi. Diciamo loro grazie, facciamo sentire loro che proviamo riconoscenza per ogni sorriso, ogni parola, ogni mail inviata ad ogni ora del giorno ai nostri figli. Di recente ho partecipato al consiglio di classe, naturalmente in videoconferenza, e ho visto professori sorridenti ma stanchi, carichi nonostante fossero al lavoro da oltre 8 ore e pronti a fare sia complimenti che rimproveri ai ragazzi. Molti di loro stanno cercando di fare il massimo e, come ho fatto altre volte in passato, ho ritenuto giusto aprire il microfono e ringraziarli per tutto quello che stanno facendo per portare i nostri figli all'esame di terza media, li ho ringraziati perché lottano ogni giorno con chi non consegna i compiti, con chi finge di avere videocamera o microfono che non funzionano e con chi non si presenta alle lezioni. Lo fanno perché ai nostri figli ci tengono e visto che non è facile lavorare in queste condizioni, direi che almeno un grazie se lo meritano. 

Claudia

giovedì 11 marzo 2021

Incontro con l'autore Gabriele Clima

Circa 5 mesi fa la scuola ci ha dato un libro da leggere intitolato "Continua a Camminare" di Gabriele Clima. Lo abbiamo letto tutti insieme in classe ogni sabato, dopo una marea di tempo lo abbiamo finito, perché eravamo molto lenti a leggerlo, e oggi abbiamo il collegamento con l'autore.

Clima all'inizio si presenta e scherza con noi, e ci racconta che ha avuto un' adolescenza problematica, e che adesso ha capito come gestirla e a scoperto dei pezzi belli della sua infanzia che usa oltre che per scrivere anche nella vita di tutti i giorni. Quando ha iniziato a scrivere scriveva quello che pensava in dei diari segreti che scriveva e leggeva solo lui.

Poco dopo ci chiede di fare un dibattito sul libro e ci dice che possiamo fare domande, chiedere spiegazioni, critiche (che sono sempre importanti). 

La prima domanda è di un mio amico che chiede perché abbia deciso di scrivere questo libro e dove a trovato queste bellissime storie, l'autore dice che queste storie le ha trovate su un giornale, la prima (storia di Fatma) e dopo circa un anno su un altro giornale la storia di Salìm e decide di mischiarle creandone un libro; ha inventato le storie e si è informato ulteriormente perché non conosceva bene l'islam, il terrorismo; prima di scrivere il libro si è informato per moltissimo tempo. 

Un' altra domanda è perché il maestro Akhir sia ancora dentro la scuola, e ci dice che è ancora dentro perché la scuola era tutta la sua vita, come per tutti i mastri, quando Akhir vede la scuola morire da dentro si sente perso.

Una tra le ultime domande è perché all'inizio di ogni capitolo ci sono delle brevi poesie, lui ci dice che poco prima che il libro fosse pubblicato pensa di metterle nel libro perché le poesie essendo siriane non arrivano a scuola e ha convinto l'editore a metterle anche se fino alla sera prima della pubblicazione non avevano tutti i permessi ma Clima è riuscito a farle mettere contattando il traduttore delle ultime poesie.

Come ultima domanda abbiamo chiesto se con il finale aperto del libro voleva dare speranza? E lui ci dice che scrive sempre con la speranza e che la speranza dipende dalla storia e si è liberi di ideare il finale come finisce essendo che il finale è aperto.

Infine Clima ci dice che il suo personaggio preferito è Fatma perché lui da maschietto è un po' ragazza nel modo di fare e si sente come lei. 


Ora parliamo un po' del libro, a me è piaciuto moltissimo, sono 2 storie di 2 ragazzini Fatma e Salìm che vivevano vicino a Damasco e poi si trasferiscono vicino a Raqqa per motivi di fede o per colpa della guerra. La cosa che mi è piaciuta di più è il fatto che le 2 storie si intersecano nel libro e alla fine i 2 ragazzi si incontrano lasciando quella suspense.

Cristian

lunedì 1 marzo 2021

Vegani e Vegetariani

Traccia: Negli ultimi anni stanno aumentando le persone che seguono una dieta vegana o vegetariana sostenendone i benefici su se stessi e sull'ambiente.
Scrivi un testo argomentativo:

Negli anni stanno aumentando le persone che seguono una dieta vegana, cioè che non mangiano derivanti di animali, e quelle che seguono una dieta vegetariana, cioè che non mangiano carne. Per i vegani è più difficile assumere alcuni di tipi di proteine perché si trovano più facilmente nelle uova, nei formaggi ecc. Per esempio la proteina actina e la miosina, che sono all'interno dei muscoli e che formano una struttura che permette di mantenere la forma della cellula, si trovano nelle uova, nei formaggi, nella carne e nei legumi. Questa proteina per i vegani è possibile assumerla solo attraverso i legumi mentre per i vegetariani si può assumere anche grazie al formaggio e alle uova. Le persone che seguono una dieta vegana o una dieta vegetariana non solo lo fanno per se stessi, ma lo fanno anche per l'ambiente. Non mangiando carne la quantità di acqua e di cibo sprecata non cambia di tanto rispetto a una persona che mangia carne (per produrre la carne bisogna far crescere un cucciolo di animale dandogli acqua e cibo per poi ucciderlo da grande) perché per esempio non mangiando carne si mangiano più tipi di cibo come il riso che per essere coltivato deve essere immerso nell'acqua. 

Samuele 

mercoledì 10 febbraio 2021

Ho letto "Io non ho paura"

Titolo: Io non ho paura

Autore: Niccolò Ammaniti

Casa editrice: EINAUDI


Riassunto: Questo libro racconta la storia di un ragazzo di nome Michele (che ha 9 anni) che all'inizio del libro sta facendo una gara di arrampicata su una collina insieme a dei suoi amici e a sua sorella e visto che Michele arriva quasi sempre terzo pensa di poter arrivare terzo anche quella volta ma purtroppo la sorella di cinque anni cade e si fa male a una caviglia e così arriva ultimo e secondo le regole del Teschio (soprannome di un ragazzo di 12 anni) deve pagare penitenza ma si decide che la penitenza deve farla Barbara solo per vendicarsi di un fatto avvenuto tempo prima (lui aveva fatto togliere la camicia a Barbara per penitenza e lei ha raccontato a un signore di nome Melichetti quello che diceva su di lui) e decide che deve abbassarsi le mutande visto che la volta prima si è tolta la camicia. A questo punto Michele interviene e decide di pagare la penitenza al posto di Barbara e così è costretto ad entrare in una casa abbandonata, arrivare alla finestra al piano di sopra e scendere aggrappato a un albero li vicino. Quando si aggrappa a un ramo dell'albero questo si stacca e cade su un materasso e quindi decide di spostarlo per capire perché si trova lì e in questo modo trova un buco abbastanza profondo con dentro un bambino che sembra morto ma quando il giorno dopo scende nel buco con una corda e lo tocca con un piede il bambino alza la testa infilata in una coperta e Michele decide di scappare. Quando torna a casa il padre è arrabbiato con lui perché è stato via quasi tutto il giorno ma nonostante ciò non lo picchia. Nei giorni seguenti Michele continua ad  andare trovare il bambino nel buco e scopre che si chiama Filippo ma visto che fa sempre tardi la madre decide di picchiarlo e così non va più in bici per un po' perché gli fa male il sedere. Il padre però intuisce che il figlio va a trovare il bambino nel buco, visto che lui fa parte del rapimento di quel bambino, e gli proibisce di tornarci, ma quando Michele torna con gli amici alla casa abbandonata per giocare controlla se c'è ancora Filippo ma vede che è sparito e a questo punto il suo migliore amico gli svela che alcuni genitori lo anno spostato nella casa di Melichetti e così Michele, una notte, decide di andare a liberarlo.


Perché mi è piaciuto questo libro: Questo libro mi è piaciuto perché è molto divertente in alcuni punti mentre in altri è molto serio e molto triste per quello che gli adulti vorrebbero fare a Filippo. L'unica cosa che non mi è piaciuto di questo libro è che ci sono abbastanza parolacce e parole strane per intendere parti intime. La cosa che mi è piaciuta di più e mi fa ridere è quando la madre di Michele lo rincorre per menarlo e lui racconta come saltava sopra il divano per sfuggire alla madre e alla fine si nasconde sotto il letto e Michele paragona la madre a Maciste visto che riesce a toglierlo da sotto il letto nonostante lui si era aggrappato a una gamba di quest'ultimo. La parte che non ho capito è quando la madre di Filippo appare al telegiornale e dice ai rapitori che il riscatto è troppo alto e di non tagliare le orecchie a suo figlio. Non ho capito questa parte perché se i rapitori tagliavano le orecchie a Filippo finivano ancora di più nei guai.

Samuele


domenica 7 febbraio 2021

Tutorial maglioncino gatto dal riciclo di due calzini

Non molto tempo fa ho comprato una tutina pigiamino a Liam e io e Samu ci siamo fatti davvero un bel po' di risate a vederlo infilato in questo capo di abbigliamento comprato in svendita e così ho pensato di cucire un maglioncino riciclando due paia di calzini.

Ho tagliato a metà i calzini seguendo il lato lungo ed ho buttato via la parte finale in cui di solito alloggia il piede. Ho poi cucito insieme le due parti avendo cura di far combaciare la bellissima fantasia geometrica.

Ho poi cucito la parte elastica che solitamente, quando si indossano i calzini, arriva sotto al ginocchio. Questa parte è diventata il collo del maglioncino.
Per unire il resto del maglione ho fatto delle prove sul modello, Liam. Non sarebbe stato sufficiente unire le due parti fino a formare un tubolare perché al gatto piace mangiare, pesa almeno 6,5 kg e nel maglioncino non ci sarebbe entrato se non dopo una belle dieta di 10 giorni.

Ho quindi utilizzato dei pezzettini di elastico e poi abbiamo fatto la prova finale. Naturalmente il gatto non sta in casa con il maglioncino, glielo abbiamo messo solo un paio di volte per scattare qualche foto. 
Liam è un gatto buonissimo, si fa coccolare, strapazzare, vestire, baciare. Non è carino con questo bel maglioncino con fantasia geometrica? Ah... Siccome la parte visibile sulla schiena risultava grigia, ho cucito sopra un rettangolo di tessuto pile color rosso!

Claudia